L'Umbria ha un appellativo che più di ogni altro racconta la sua identità: Cuore Verde d'Italia.
Il Cuore sta a rappresentare la sua centralità geografica in Italia, mentre il Verde è il colore che predomina nelle colline e le pianure di questa regione.

Ma Cuore Verde d'Italia significa qualcosa di più, infatti l'Umbria è famosa anche per la salubre aria che si respira grazie alla rigogliosa flora ospitata in questa terra.

La cornice paesaggistica è composta da piccoli borghi medievali (l'Umbria è la regione con il maggior numero di centri riconosciuti dal club I Borghi più belli d'Italia) e da colline nelle quali gli olivi e le viti sono eleganti residenti.

Città come Assisi, Spoleto, Gubbio, Todi, Orvieto e Norcia, ma potremmo citarne ancora altre, sono perle incastonate nella natura senza che essa sia turbata nell'anima; è infatti sorprendente visitare questi luoghi e scoprire come le rivoluzioni agricole ed industriali non hanno stravolto l'ambiente e sia ancora possibile riconoscere le radici di queste terre.

Umbri, Etrusci e Romani hanno lasciato testimonianze significative della loro antica presenza, tutte accumunate da un profondo rapporto uomo-natura, uno spirito che vive ancora oggi nella legislazione regionale attuale, la quale protegge e valorizza un patrimonio culturale e naturale unico in Italia.

E la natura ringrazia con i suoi doni più preziosi, quelli della terra, frutti nati da produzioni biologiche e a basso impatto ambientale.

Il cibo diventa un percorso enostranomico, una scia di profumi da seguire, come quelli del pregiato Tartufo Nero a Norcia e a Spoleto o Bianco ad Orvieto e Gubbio, per poi salire fino ai 1452 m. dei prati del Castelluccio dove troviamo quella che è considerata la migliore Lenticchia d'Italia, protetta dal marchio I.G.P. e prodotta senza l'aiuto della chimica.

I profumi ci riportano di nuovo a Norcia, dove l'arte della lavorazione del suino è una tradizione che si tramanda nel tempo e ci regala eccellenze come il Prosciutto di Norcia, ma questa città non si lascia salutare senza deliziare prima il palato con il celebre Pecorino di Norcia.

La Valnerina non può essere abbandonata prima di aver fatto un salto a Civita di Cascia, dove troviamo un presìdio Slow Food come la Roveja, e a Monteleone di Spoleto, dove ci aspetta l'unico Farro D.O.P. in tutta Europa.

Le vie del gusto ci portano a Spoleto ad assaggiare gli Strangozzi, pasta tipica del luogo, da qui partiamo per Assisi passando per Trevi, le colline di queste strade sono ornate da ulivi che generosamente ogni anno danno vita al noto Olio Extravergine d'Oliva D.O.P., un oro verde che rivelerà interamente la sua identità su una bruschetta.

Da Assisi ripartiamo per seguire un'altra sentiero pieno di profumi e colori: quello del vino.
L'Assisi D.O.C. è la prima degustazione di una strada che ci conduce a Torgiano dove troviamo il Rosso Riserva D.O.C.G., inevitabilmente facciamo tappa a Montefalco, dove ci attende quello che forse è il vino più famoso dell'Umbria, il Montefalco Sagrantino D.O.C.G. secco e passito.

Dalla provincia di Perugia passiamo a quella di Terni, le cui generose terre ad Amelia ci donano un Rosso e un Bianco D.O.C.come la Malvasia, ma non possiamo fermarci prima di aver degustato un altro bianco classico dell'Umbria,
ovvero l'Orvieto
D.O.C. presente anche in una versione raffinata come il Muffa Nobile.


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